18, 19 e 20 settembre h 17.30
Cimitero monumentale della Certosa, Via della Certosa 18 - Bologna
Alessandro Renda / TEATRO DELLE ALBE
NEPHESH Proteggere l’ombra
#performance itinerante
ideazione, regia, drammaturgia Alessandro Renda
dramaturg, assistente alla regia Tahar Lamri
testo Tahar Lamri, Alessandro Renda
voci Gemma Hansson Carbone, Tahar Lamri, Alessandro Renda
design del suono, musiche e montaggio Francesco Tedde
missaggio Cecilia Pellegrini
realizzazione tecnica Antropotopia
organizzazione Serena Cenerelli, Elisabetta Garrone, Chiara Maroncelli, Francesca Venturi
ufficio stampa Federica Ferruzzi
produzione Albe/Ravenna Teatro
patrocinio Comune di Ravenna
in collaborazione con Azimut
ringraziamenti Stefano Di Stefano, Ciro Montanari, Mattia Scarmin, Serena, Spadavecchia, Marco Turchetti
Cosa resta dopo la morte?
Quando varchiamo la soglia di un cimitero quali pensieri ci assalgono?
Cosa cerchiamo di vivo tra i morti?
NEPHESH Proteggere l’ombra è una performance che affronta il tema della precarietà della vita. Ognuno, in base alle proprie credenze, esperienze personali e culturali, percepisce il lutto in modo diverso. In un mondo contemporaneo in cui si tende sempre più ad allungare la vita, rifiutando l'inevitabilità della morte, si rischia però di abbandonarsi alla paura del dolore e della finitezza delle cose. Il cimitero si mostra allora come lo spazio sicuro in cui accettare e accogliere questa fase dell’esistenza con la dovuta serenità o lucidità. Il cimitero, oltre a essere un luogo di memoria, di preghiera, di riflessione sulla transitorietà della vita umana, rappresenta quell'incontro tra passato e presente, tra vita e morte. È un varco tra coloro che ci hanno preceduto, noi stessi e coloro che verranno dopo di noi.
Un gruppo di spettatrici e spettatori, muniti di cuffie e dispositivi di riproduzione sonora, viene accompagnato in un percorso tra tombe e lapidi, polvere e ombre, iscrizioni e sculture presenti nel cimitero. Si tratta di un tempo di ascolto per riflettere sui legami che uniscono le persone e la memoria, intrecciare riflessioni e racconti di vita e di morte e sul tempo che abbiamo a disposizione. La drammaturgia sonora è sia guida che voce interiore che conduce tra zone monumentali e luoghi più nascosti e segreti. Una camminata allo stesso tempo collettiva e introspettiva, che offre visioni sulla morte provenienti da diverse culture o credenze religiose o da celebri passi letterari e filosofici che hanno esplorato il tema.
NEPHESH Proteggere l’ombra si svolge al tramonto. La camminata è anche un’occasione per interrogarsi sul potere delle fotografie e sulla nostra relazione con oggetti e cose, sull'architettura e le sue evoluzioni, sul profondo legame tra il cimitero e la città, sulla necessità di apprezzare appieno il tempo che abbiamo e le relazioni che coltiviamo, perché se forse possiamo svelare il mistero della morte è proprio attraverso la capacità di integrarla con la vita.
Ingresso gratuito / con contributo libero con prenotazione alla mail [email protected] e via WhatsApp al numero +39 338 6303693.
Cimitero monumentale della Certosa, Via della Certosa 18 - Bologna
Alessandro Renda / TEATRO DELLE ALBE
NEPHESH Proteggere l’ombra
#performance itinerante
ideazione, regia, drammaturgia Alessandro Renda
dramaturg, assistente alla regia Tahar Lamri
testo Tahar Lamri, Alessandro Renda
voci Gemma Hansson Carbone, Tahar Lamri, Alessandro Renda
design del suono, musiche e montaggio Francesco Tedde
missaggio Cecilia Pellegrini
realizzazione tecnica Antropotopia
organizzazione Serena Cenerelli, Elisabetta Garrone, Chiara Maroncelli, Francesca Venturi
ufficio stampa Federica Ferruzzi
produzione Albe/Ravenna Teatro
patrocinio Comune di Ravenna
in collaborazione con Azimut
ringraziamenti Stefano Di Stefano, Ciro Montanari, Mattia Scarmin, Serena, Spadavecchia, Marco Turchetti
Cosa resta dopo la morte?
Quando varchiamo la soglia di un cimitero quali pensieri ci assalgono?
Cosa cerchiamo di vivo tra i morti?
NEPHESH Proteggere l’ombra è una performance che affronta il tema della precarietà della vita. Ognuno, in base alle proprie credenze, esperienze personali e culturali, percepisce il lutto in modo diverso. In un mondo contemporaneo in cui si tende sempre più ad allungare la vita, rifiutando l'inevitabilità della morte, si rischia però di abbandonarsi alla paura del dolore e della finitezza delle cose. Il cimitero si mostra allora come lo spazio sicuro in cui accettare e accogliere questa fase dell’esistenza con la dovuta serenità o lucidità. Il cimitero, oltre a essere un luogo di memoria, di preghiera, di riflessione sulla transitorietà della vita umana, rappresenta quell'incontro tra passato e presente, tra vita e morte. È un varco tra coloro che ci hanno preceduto, noi stessi e coloro che verranno dopo di noi.
Un gruppo di spettatrici e spettatori, muniti di cuffie e dispositivi di riproduzione sonora, viene accompagnato in un percorso tra tombe e lapidi, polvere e ombre, iscrizioni e sculture presenti nel cimitero. Si tratta di un tempo di ascolto per riflettere sui legami che uniscono le persone e la memoria, intrecciare riflessioni e racconti di vita e di morte e sul tempo che abbiamo a disposizione. La drammaturgia sonora è sia guida che voce interiore che conduce tra zone monumentali e luoghi più nascosti e segreti. Una camminata allo stesso tempo collettiva e introspettiva, che offre visioni sulla morte provenienti da diverse culture o credenze religiose o da celebri passi letterari e filosofici che hanno esplorato il tema.
NEPHESH Proteggere l’ombra si svolge al tramonto. La camminata è anche un’occasione per interrogarsi sul potere delle fotografie e sulla nostra relazione con oggetti e cose, sull'architettura e le sue evoluzioni, sul profondo legame tra il cimitero e la città, sulla necessità di apprezzare appieno il tempo che abbiamo e le relazioni che coltiviamo, perché se forse possiamo svelare il mistero della morte è proprio attraverso la capacità di integrarla con la vita.
Ingresso gratuito / con contributo libero con prenotazione alla mail [email protected] e via WhatsApp al numero +39 338 6303693.
ph. Serena Spadavecchia
BIO
Alessandro Renda è attore, regista e filmmaker. Dal 1998 è membro del Teatro delle Albe di Ravenna. Porta in scena da oltre un decennio il monologo scritto da Marco Martinelli Rumore di acque (2010), collaborando con musicisti come i Fratelli Mancuso e Guy Klucevsek e con tournée in Europa e negli Stati Uniti. Nel 2021 partecipa al progetto virtuale di Theater Gigante A Cosmic Fairy Tale a Day Keeps the Doctor Away. Con la stessa compagnia debutta prima negli Stati Uniti poi in Italia con lo spettacolo HERETHEREWHERE. Nel 2022 ha diretto NON SIAMO NIENTE, SAREMO TUTTO, progetto teatrale commissionato e prodotto da Zona K, ideato con il dramaturg Jens Hillje. Dal 2001 è “guida” nei laboratori della non-scuola, pratica teatral-pedagogica antiaccademica delle Albe, con diverse esperienze in Italia e all’estero. Dal 2003 si occupa di video, realizzando proiezioni per la scena o “traduzioni” in video di molti spettacoli della compagnia o documentari attorno a esperienze teatrali. I suoi film ATHENS 1600 (2003), Mighty Migthy Ubu (2006), Ubu Buur, Ubu sotto tiro, Museum Historiae Ubuniversalis (2008), Gandersheim (2013), MARE BIANCO (2014), sono stati presentati in numerosi festival o rassegne cinematografiche.
Tahar Lamri è scrittore, drammaturgo. Ha collaborato con il settimanale Internazionale, il Manifesto e Left, oltre a essere stato presidente del MIER (Media Interculturali Emilia Romagna). Ha ideato ed è stato direttore del Festival delle Culture di Ravenna dal 2005 al 2013. Ha pubblicato nel 2006 il volume I sessanta nomi dell'amore (Mangrovie ed.) tradotto in francese, rumeno e svedese. Ha scritto, nel 2016, con Luigi Dadina ed è stato protagonista dello spettacolo teatrale Il volo. La ballata dei picchettini. Ha adattato, nel 2023, il testo sapienziale persiano del 1200 Il verbo degli uccelli e nel 2024 l'antica favola indiana Panchatantra per il Grande Teatro di Lido Adriano.
Alessandro Renda è attore, regista e filmmaker. Dal 1998 è membro del Teatro delle Albe di Ravenna. Porta in scena da oltre un decennio il monologo scritto da Marco Martinelli Rumore di acque (2010), collaborando con musicisti come i Fratelli Mancuso e Guy Klucevsek e con tournée in Europa e negli Stati Uniti. Nel 2021 partecipa al progetto virtuale di Theater Gigante A Cosmic Fairy Tale a Day Keeps the Doctor Away. Con la stessa compagnia debutta prima negli Stati Uniti poi in Italia con lo spettacolo HERETHEREWHERE. Nel 2022 ha diretto NON SIAMO NIENTE, SAREMO TUTTO, progetto teatrale commissionato e prodotto da Zona K, ideato con il dramaturg Jens Hillje. Dal 2001 è “guida” nei laboratori della non-scuola, pratica teatral-pedagogica antiaccademica delle Albe, con diverse esperienze in Italia e all’estero. Dal 2003 si occupa di video, realizzando proiezioni per la scena o “traduzioni” in video di molti spettacoli della compagnia o documentari attorno a esperienze teatrali. I suoi film ATHENS 1600 (2003), Mighty Migthy Ubu (2006), Ubu Buur, Ubu sotto tiro, Museum Historiae Ubuniversalis (2008), Gandersheim (2013), MARE BIANCO (2014), sono stati presentati in numerosi festival o rassegne cinematografiche.
Tahar Lamri è scrittore, drammaturgo. Ha collaborato con il settimanale Internazionale, il Manifesto e Left, oltre a essere stato presidente del MIER (Media Interculturali Emilia Romagna). Ha ideato ed è stato direttore del Festival delle Culture di Ravenna dal 2005 al 2013. Ha pubblicato nel 2006 il volume I sessanta nomi dell'amore (Mangrovie ed.) tradotto in francese, rumeno e svedese. Ha scritto, nel 2016, con Luigi Dadina ed è stato protagonista dello spettacolo teatrale Il volo. La ballata dei picchettini. Ha adattato, nel 2023, il testo sapienziale persiano del 1200 Il verbo degli uccelli e nel 2024 l'antica favola indiana Panchatantra per il Grande Teatro di Lido Adriano.