21 settembre h 18-24
Bologna Modulare
A-333 MODULAR ASSEMBLY #musica
Filla, Auditorium, Via Irnerio 2/6 - 2/7, Bologna
3 artists × 3 masterclasses × 3 live sets
feat 1 light installation
Bologna Modulare rinnova la collaborazione con Clockwork Voltage, piattaforma slovena attiva nella ricerca e nella performance con sintetizzatori modulari.
Tre artisti. Tre sistemi modulari. Tre differenti modi di pensare, costruire e suonare la macchina. Un unico evento, articolato in tre masterclass e tre live set che il pubblico può scegliere di attraversare liberamente nel tempo.
A-333 MODULAR ASSEMBLY è una giornata dedicata alla sintesi modulare intesa non soltanto come tecnologia, ma come pratica artistica, strumento performativo ed ecosistema personale.
Le tre masterclass [dettagli nella sezione dedicata], dalle 18 alle 21, sono tenute da Jaka Berger – percussionista, compositore e improvvisatore sloveno, tra le figure più versatili della scena sperimentale slovena, ideatore di Clockwork Voltage; Wang Inc. – pioniere dell’elettronica italiana su sintetizzatori modulari, che realizza una ricerca tra avanguardia e DIY animata da un autentico spirito punk; Vinx Scorza – autore di una techno dawless densa ed energetica, senza compromessi sonori, permeata da un marcato spirito improvvisativo, tra raw techno, glitch e bizzarrie sonore, su un sistema Eurorack che diventa un vero e proprio ambiente compositivo e performativo.
Al termine delle masterclass, Jaka Berger, Wang Inc., Vinx Scorza presenteranno altrettanti live set dalle 21 a mezzanotte, permettendo al pubblico di ascoltare in azione i sistemi e i diversi approcci dei tre artisti.
[ALERT!] Essendo Bologna Modulare un corpo collettivo, potrebbero accadere ulteriori cose oltre a quelle qui dichiarate. La filosofia è abbracciare incondizionatamente l’imprevedibile.
Live visual: ColabrodoAppicco + B
I live set saranno affiancati dall'installazione luminosa (2026, legno, LED) di Stefano Santoro e Enrico Guerini
Una sequenza di moduli luminosi costituisce il primo nucleo di un progetto installativo pensato per trasformarsi e riconfigurarsi in relazione agli spazi che attraversa. La struttura fisica contiene un elemento immateriale che, propagandosi, ne supera i confini. Attraverso luce, ritmo e ripetizione, i moduli costruiscono ogni volta nuove geometrie e relazioni con l’ambiente, trasformando la luce in materia dello spazio.
La partecipazione alle masterclass è gratuita con prenotazione via mail a [email protected] o al numero +39 349 082 4190.
La partecipazione ai live set è senza prenotazione fino a esaurimento dei posti disponibili.
È possibile entrare/uscire/tornare in diversi momenti.
Il bar di Filla resterà aperto per tutta la durata dell’evento.
Bologna Modulare
A-333 MODULAR ASSEMBLY #musica
Filla, Auditorium, Via Irnerio 2/6 - 2/7, Bologna
3 artists × 3 masterclasses × 3 live sets
feat 1 light installation
Bologna Modulare rinnova la collaborazione con Clockwork Voltage, piattaforma slovena attiva nella ricerca e nella performance con sintetizzatori modulari.
Tre artisti. Tre sistemi modulari. Tre differenti modi di pensare, costruire e suonare la macchina. Un unico evento, articolato in tre masterclass e tre live set che il pubblico può scegliere di attraversare liberamente nel tempo.
A-333 MODULAR ASSEMBLY è una giornata dedicata alla sintesi modulare intesa non soltanto come tecnologia, ma come pratica artistica, strumento performativo ed ecosistema personale.
Le tre masterclass [dettagli nella sezione dedicata], dalle 18 alle 21, sono tenute da Jaka Berger – percussionista, compositore e improvvisatore sloveno, tra le figure più versatili della scena sperimentale slovena, ideatore di Clockwork Voltage; Wang Inc. – pioniere dell’elettronica italiana su sintetizzatori modulari, che realizza una ricerca tra avanguardia e DIY animata da un autentico spirito punk; Vinx Scorza – autore di una techno dawless densa ed energetica, senza compromessi sonori, permeata da un marcato spirito improvvisativo, tra raw techno, glitch e bizzarrie sonore, su un sistema Eurorack che diventa un vero e proprio ambiente compositivo e performativo.
Al termine delle masterclass, Jaka Berger, Wang Inc., Vinx Scorza presenteranno altrettanti live set dalle 21 a mezzanotte, permettendo al pubblico di ascoltare in azione i sistemi e i diversi approcci dei tre artisti.
[ALERT!] Essendo Bologna Modulare un corpo collettivo, potrebbero accadere ulteriori cose oltre a quelle qui dichiarate. La filosofia è abbracciare incondizionatamente l’imprevedibile.
Live visual: ColabrodoAppicco + B
I live set saranno affiancati dall'installazione luminosa (2026, legno, LED) di Stefano Santoro e Enrico Guerini
Una sequenza di moduli luminosi costituisce il primo nucleo di un progetto installativo pensato per trasformarsi e riconfigurarsi in relazione agli spazi che attraversa. La struttura fisica contiene un elemento immateriale che, propagandosi, ne supera i confini. Attraverso luce, ritmo e ripetizione, i moduli costruiscono ogni volta nuove geometrie e relazioni con l’ambiente, trasformando la luce in materia dello spazio.
La partecipazione alle masterclass è gratuita con prenotazione via mail a [email protected] o al numero +39 349 082 4190.
La partecipazione ai live set è senza prenotazione fino a esaurimento dei posti disponibili.
È possibile entrare/uscire/tornare in diversi momenti.
Il bar di Filla resterà aperto per tutta la durata dell’evento.
BIO
Jaka Berger
Jaka Berger, nato nel 1980, è un batterista, percussionista, compositore e improvvisatore sloveno, tra le figure più versatili della scena sperimentale del suo Paese. Ha esordito discograficamente nel 2006 insieme al chitarrista Samo Šalamon e al sassofonista Achille Succi, con un album pubblicato dall’etichetta italiana Splasc(H) Records. Dal 2014 concentra una parte importante della propria ricerca sul set di batteria preparata, costruendo personalmente dispositivi ed estensioni dello strumento e integrandovi sintesi modulare ed elettronica. La sua attività attraversa improvvisazione libera, jazz contemporaneo, musica elettroacustica, ambient, noise, dub e hip hop sperimentale. Ha lavorato con progetti quali Darla Smoking, DUF, Fresh Dust Trio, Ludovik Material e Borghesia, oltre a realizzare installazioni sonore, musiche per teatro e cinema e laboratori dedicati all’improvvisazione. Un elemento centrale del suo percorso è il confronto con Treatise, la partitura grafica di Cornelius Cardew, che Berger interpreta dal 2009 e alla quale ha dedicato diverse pubblicazioni, tra cui Breakfast with Cardew.La sua attività attraversa improvvisazione libera, jazz contemporaneo, musica elettroacustica, ambient, noise, dub e hip hop sperimentale. Ha lavorato con progetti quali Darla Smoking, DUF, Fresh Dust Trio, Ludovik Material e Borghesia, oltre a realizzare installazioni sonore, musiche per teatro e cinema e laboratori dedicati all’improvvisazione. Un elemento centrale del suo percorso è il confronto con Treatise, la partitura grafica di Cornelius Cardew, che Berger interpreta dal 2009 e alla quale ha dedicato diverse pubblicazioni, tra cui Breakfast with Cardew. Nel campo della musica elettronica, Berger ha sviluppato una pratica incentrata sulla sintesi modulare, che considera un vero e proprio secondo strumento accanto alla batteria. Il suo approccio privilegia il campionamento e la sintesi granulare in tempo reale: suoni di percussioni, oggetti acustici e registrazioni ambientali vengono catturati, frammentati e trasformati mediante sampler, moduli ed effetti. Il sistema modulare non funziona quindi come semplice accompagnamento, ma entra direttamente nel processo improvvisativo, permettendogli di riciclare materiali organici, interagire con gli strumenti acustici e generare risultati non completamente prevedibili. Berger è inoltre ideatore di Clockwork Voltage, piattaforma slovena nata intorno a una comunità di artisti attivi nella ricerca e nella performance con sintetizzatori modulari. All’interno del progetto affianca alla pratica artistica un’attività di aggregazione e organizzazione, partecipando a concerti, festival e formazioni collettive dedicate all’esplorazione dei diversi linguaggi della sintesi modulare.
https://jakaberger.com/ https://clockworkvoltage.si/
Wang Inc.
Bartolomeo Sailer, alias Wang Inc. (noto anche per progetti come White Raven, Walking Mountains e Dead Asshole Rave), ha iniziato a sperimentare con la musica elettronica nei primi anni Novanta. Per anni ha tenuto DJ set ambient nello storico Link Project di Bologna, un percorso che lo portò nel 1999 alla pubblicazione del suo album d’esordio per l’acclamata etichetta tedesca Sonig. Nei primi anni Duemila, l’incontro con Vincenzo Vasi lo avvicinò all’improvvisazione radicale, dando vita a una serie di esibizioni dal vivo nell’iconica sala Morphine del Cocoricò. Da qui nacque una profonda ossessione per l’improvvisazione con strumenti hardware e per la combinazione di drum machine e sintetizzatori con musicisti acustici dal vivo. Nell’ultimo decennio, la sua ricerca si è concentrata sempre più su ecosistemi modulari come Eurorack, Buchla e Serge. La sua discografia recente comprende Mediterraneo (2020), pubblicato da Random Numbers, e Limbo Session Vol. 1 con NicoNote (2021), uscito per Rizosfera, oltre a numerose partecipazioni a compilation e diversi remix. Sailer gestisce l’etichetta Random Numbers insieme a Carlo Mameli (BXP). Cura inoltre un canale YouTube dedicato a improvvisazioni raw techno, eseguite con il suo vasto arsenale di strumenti hardware e accompagnate da visual sincopati e autoprodotti. Questa ricerca d’avanguardia e DIY è animata da un autentico spirito punk e mira deliberatamente a sovvertire i formati video convenzionali di YouTube, concepiti per compiacere l’algoritmo. Come cantava Freak Antoni: «Largo all’avanguardia!»
https://www.wanginc.it/
Vinx Scorza
Vinx è un artista poliedrico, scultore del suono e tecnico dello spettacolo dal vivo, attivo nel mondo della musica elettronica fin dai primi anni Zero. Tra il 2017 e il 2018 si dedica con crescente interesse all’esplorazione dei sistemi modulari, che oggi costituiscono il cuore tecnologico delle sue creazioni sonore. Attualmente si avventura nella geografia di una techno dawless priva di compromessi sonori, permeata da un marcato spirito improvvisativo. Nei suoi live, tra “raw techno”, glitch e bizzarrie sonore, delinea paesaggi sonori a tinte forti, densi ed energici, manipolati in tempo reale attraverso un sistema modulare Eurorack. Il formato Eurorack non rappresenta soltanto una palette di strumenti, ma un vero e proprio ambiente compositivo e performativo: aperto, riconfigurabile e in costante trasformazione. In una sorta di duo biomeccanico, il suo setup enfatizza il contrasto e il dialogo tra volontà e casualità, affidando una significativa autonomia decisionale alle macchine: intelligenze elettriche poste al servizio del rituale sacro della musica dal vivo. Questa relazione con la macchina non si esaurisce nell’impiego dell’hardware, ma si estende alla sua architettura logica. Vinx, infatti, sviluppa e mantiene un firmware alternativo open source per il sequencer Eurorack Westlicht PER|FORMER, concepito a partire dall’esperienza reale dal vivo e orientato verso un utilizzo più immediato, esplorativo e performativo. Il progetto interviene sui processi generativi, sulle modalità di editing, sull’interazione con controller esterni e sui comportamenti del sequencer, trasformando la scrittura del codice in un’ulteriore estensione della pratica musicale. Anche il firmware diventa così materia compositiva: non uno strumento neutro, ma un dispositivo plasmabile nel quale progettazione, esecuzione e imprevedibilità convivono. Più in generale, il suo lavoro artistico indaga i limiti dell’autonomia delle macchine, cercando e costruendo un dialogo armonico — o volutamente dissonante — tra umano e tecnologico, con una particolare attenzione alla dimensione fisica e funzionale del suono. La sua discografia — o, più propriamente, antidiscografia — si sviluppa come una costellazione non lineare di EP, registrazioni dal vivo, tracce e partecipazioni a compilation. Più che documentare opere definitive, queste pubblicazioni restituiscono configurazioni temporanee del suo pensiero musicale: fotografie sonore di una pratica fondata sull’improvvisazione, sull’errore e sull’imprevedibilità. In alcuni casi, il frammento diventa esattamente il fulcro del discorso discografico: esperimento sociale sui processi dell’ascolto più che disco propriamente detto. I suoi live set, spessissimo, non abitano alcuna dimensione archivistica e non coltivano velleità enciclopediche: nascono, vivono e muoiono hic et nunc. Come autore di musiche per la scena, dal 2012 ha collaborato alla realizzazione di numerose performance teatrali e di danza, firmandone i progetti sonori. Come autore di musiche per la scena, dal 2012 ha collaborato alla realizzazione di numerose performance teatrali e di danza, firmandone i progetti sonori. È inoltre fondatore del collettivo Bologna Modulare, realtà dedicata alla diffusione, alla ricerca e alla condivisione delle pratiche legate ai sistemi modulari di sintesi sonora.
Bologna Modulare
Bologna Modulare è un hub diffuso, aperto e informale, nato all’inizio del 2021 e attivo lungo la Via Emilia e nel territorio emiliano-romagnolo. Accoglie musicisti, producer, performer e appassionati che esplorano i sistemi modulari di sintesi sonora, creando occasioni di incontro, ricerca, confronto e performance dal vivo. Il collettivo non è legato a un genere musicale specifico, ma assume una forma differente in ogni evento. Ambient, glitch, noise, drone, techno, industrial, downtempo, sperimentazione elettroacustica, paesaggio sonoro e improvvisazione totale convivono intorno a un elemento comune: lo strumento elettronico modulare, inteso non soltanto come dispositivo tecnologico, ma come attivatore di esperienze. Le attività di Bologna Modulare comprendono live set, incontri, collaborazioni, sonorizzazioni, performance e situazioni ibride tra club culture, arte sonora e sperimentazione. Più che definire una direzione musicale a priori, il collettivo costruisce organismi temporanei, adattando linguaggi, persone e sistemi agli spazi e alle circostanze che li accolgono. Ogni appuntamento diventa così una configurazione irripetibile: una rete provvisoria di macchine, esseri umani, tensioni elettriche e possibilità sonore.
https://bolognamodulare.it/
Jaka Berger
Jaka Berger, nato nel 1980, è un batterista, percussionista, compositore e improvvisatore sloveno, tra le figure più versatili della scena sperimentale del suo Paese. Ha esordito discograficamente nel 2006 insieme al chitarrista Samo Šalamon e al sassofonista Achille Succi, con un album pubblicato dall’etichetta italiana Splasc(H) Records. Dal 2014 concentra una parte importante della propria ricerca sul set di batteria preparata, costruendo personalmente dispositivi ed estensioni dello strumento e integrandovi sintesi modulare ed elettronica. La sua attività attraversa improvvisazione libera, jazz contemporaneo, musica elettroacustica, ambient, noise, dub e hip hop sperimentale. Ha lavorato con progetti quali Darla Smoking, DUF, Fresh Dust Trio, Ludovik Material e Borghesia, oltre a realizzare installazioni sonore, musiche per teatro e cinema e laboratori dedicati all’improvvisazione. Un elemento centrale del suo percorso è il confronto con Treatise, la partitura grafica di Cornelius Cardew, che Berger interpreta dal 2009 e alla quale ha dedicato diverse pubblicazioni, tra cui Breakfast with Cardew.La sua attività attraversa improvvisazione libera, jazz contemporaneo, musica elettroacustica, ambient, noise, dub e hip hop sperimentale. Ha lavorato con progetti quali Darla Smoking, DUF, Fresh Dust Trio, Ludovik Material e Borghesia, oltre a realizzare installazioni sonore, musiche per teatro e cinema e laboratori dedicati all’improvvisazione. Un elemento centrale del suo percorso è il confronto con Treatise, la partitura grafica di Cornelius Cardew, che Berger interpreta dal 2009 e alla quale ha dedicato diverse pubblicazioni, tra cui Breakfast with Cardew. Nel campo della musica elettronica, Berger ha sviluppato una pratica incentrata sulla sintesi modulare, che considera un vero e proprio secondo strumento accanto alla batteria. Il suo approccio privilegia il campionamento e la sintesi granulare in tempo reale: suoni di percussioni, oggetti acustici e registrazioni ambientali vengono catturati, frammentati e trasformati mediante sampler, moduli ed effetti. Il sistema modulare non funziona quindi come semplice accompagnamento, ma entra direttamente nel processo improvvisativo, permettendogli di riciclare materiali organici, interagire con gli strumenti acustici e generare risultati non completamente prevedibili. Berger è inoltre ideatore di Clockwork Voltage, piattaforma slovena nata intorno a una comunità di artisti attivi nella ricerca e nella performance con sintetizzatori modulari. All’interno del progetto affianca alla pratica artistica un’attività di aggregazione e organizzazione, partecipando a concerti, festival e formazioni collettive dedicate all’esplorazione dei diversi linguaggi della sintesi modulare.
https://jakaberger.com/ https://clockworkvoltage.si/
Wang Inc.
Bartolomeo Sailer, alias Wang Inc. (noto anche per progetti come White Raven, Walking Mountains e Dead Asshole Rave), ha iniziato a sperimentare con la musica elettronica nei primi anni Novanta. Per anni ha tenuto DJ set ambient nello storico Link Project di Bologna, un percorso che lo portò nel 1999 alla pubblicazione del suo album d’esordio per l’acclamata etichetta tedesca Sonig. Nei primi anni Duemila, l’incontro con Vincenzo Vasi lo avvicinò all’improvvisazione radicale, dando vita a una serie di esibizioni dal vivo nell’iconica sala Morphine del Cocoricò. Da qui nacque una profonda ossessione per l’improvvisazione con strumenti hardware e per la combinazione di drum machine e sintetizzatori con musicisti acustici dal vivo. Nell’ultimo decennio, la sua ricerca si è concentrata sempre più su ecosistemi modulari come Eurorack, Buchla e Serge. La sua discografia recente comprende Mediterraneo (2020), pubblicato da Random Numbers, e Limbo Session Vol. 1 con NicoNote (2021), uscito per Rizosfera, oltre a numerose partecipazioni a compilation e diversi remix. Sailer gestisce l’etichetta Random Numbers insieme a Carlo Mameli (BXP). Cura inoltre un canale YouTube dedicato a improvvisazioni raw techno, eseguite con il suo vasto arsenale di strumenti hardware e accompagnate da visual sincopati e autoprodotti. Questa ricerca d’avanguardia e DIY è animata da un autentico spirito punk e mira deliberatamente a sovvertire i formati video convenzionali di YouTube, concepiti per compiacere l’algoritmo. Come cantava Freak Antoni: «Largo all’avanguardia!»
https://www.wanginc.it/
Vinx Scorza
Vinx è un artista poliedrico, scultore del suono e tecnico dello spettacolo dal vivo, attivo nel mondo della musica elettronica fin dai primi anni Zero. Tra il 2017 e il 2018 si dedica con crescente interesse all’esplorazione dei sistemi modulari, che oggi costituiscono il cuore tecnologico delle sue creazioni sonore. Attualmente si avventura nella geografia di una techno dawless priva di compromessi sonori, permeata da un marcato spirito improvvisativo. Nei suoi live, tra “raw techno”, glitch e bizzarrie sonore, delinea paesaggi sonori a tinte forti, densi ed energici, manipolati in tempo reale attraverso un sistema modulare Eurorack. Il formato Eurorack non rappresenta soltanto una palette di strumenti, ma un vero e proprio ambiente compositivo e performativo: aperto, riconfigurabile e in costante trasformazione. In una sorta di duo biomeccanico, il suo setup enfatizza il contrasto e il dialogo tra volontà e casualità, affidando una significativa autonomia decisionale alle macchine: intelligenze elettriche poste al servizio del rituale sacro della musica dal vivo. Questa relazione con la macchina non si esaurisce nell’impiego dell’hardware, ma si estende alla sua architettura logica. Vinx, infatti, sviluppa e mantiene un firmware alternativo open source per il sequencer Eurorack Westlicht PER|FORMER, concepito a partire dall’esperienza reale dal vivo e orientato verso un utilizzo più immediato, esplorativo e performativo. Il progetto interviene sui processi generativi, sulle modalità di editing, sull’interazione con controller esterni e sui comportamenti del sequencer, trasformando la scrittura del codice in un’ulteriore estensione della pratica musicale. Anche il firmware diventa così materia compositiva: non uno strumento neutro, ma un dispositivo plasmabile nel quale progettazione, esecuzione e imprevedibilità convivono. Più in generale, il suo lavoro artistico indaga i limiti dell’autonomia delle macchine, cercando e costruendo un dialogo armonico — o volutamente dissonante — tra umano e tecnologico, con una particolare attenzione alla dimensione fisica e funzionale del suono. La sua discografia — o, più propriamente, antidiscografia — si sviluppa come una costellazione non lineare di EP, registrazioni dal vivo, tracce e partecipazioni a compilation. Più che documentare opere definitive, queste pubblicazioni restituiscono configurazioni temporanee del suo pensiero musicale: fotografie sonore di una pratica fondata sull’improvvisazione, sull’errore e sull’imprevedibilità. In alcuni casi, il frammento diventa esattamente il fulcro del discorso discografico: esperimento sociale sui processi dell’ascolto più che disco propriamente detto. I suoi live set, spessissimo, non abitano alcuna dimensione archivistica e non coltivano velleità enciclopediche: nascono, vivono e muoiono hic et nunc. Come autore di musiche per la scena, dal 2012 ha collaborato alla realizzazione di numerose performance teatrali e di danza, firmandone i progetti sonori. Come autore di musiche per la scena, dal 2012 ha collaborato alla realizzazione di numerose performance teatrali e di danza, firmandone i progetti sonori. È inoltre fondatore del collettivo Bologna Modulare, realtà dedicata alla diffusione, alla ricerca e alla condivisione delle pratiche legate ai sistemi modulari di sintesi sonora.
Bologna Modulare
Bologna Modulare è un hub diffuso, aperto e informale, nato all’inizio del 2021 e attivo lungo la Via Emilia e nel territorio emiliano-romagnolo. Accoglie musicisti, producer, performer e appassionati che esplorano i sistemi modulari di sintesi sonora, creando occasioni di incontro, ricerca, confronto e performance dal vivo. Il collettivo non è legato a un genere musicale specifico, ma assume una forma differente in ogni evento. Ambient, glitch, noise, drone, techno, industrial, downtempo, sperimentazione elettroacustica, paesaggio sonoro e improvvisazione totale convivono intorno a un elemento comune: lo strumento elettronico modulare, inteso non soltanto come dispositivo tecnologico, ma come attivatore di esperienze. Le attività di Bologna Modulare comprendono live set, incontri, collaborazioni, sonorizzazioni, performance e situazioni ibride tra club culture, arte sonora e sperimentazione. Più che definire una direzione musicale a priori, il collettivo costruisce organismi temporanei, adattando linguaggi, persone e sistemi agli spazi e alle circostanze che li accolgono. Ogni appuntamento diventa così una configurazione irripetibile: una rete provvisoria di macchine, esseri umani, tensioni elettriche e possibilità sonore.
https://bolognamodulare.it/